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Milano 9 -11 aprile 2019. Progetto Build our safety Packaging innovation ai nastri di partenza

Via alla seconda edizione del progetto Build our safety organizzato dall’Ente unificato formazione e sicurezza (Esem-Cpt) e dall’Istituto tecnico industriale “Carlo Bazzi” nell’ambito della Milano design week 2019.

Martedì 9 aprile 2019 dalle 9.30 alle 13

Presso ITI “Carlo Bazzi”, via Capuccio  2, tavola rotonda dal titolo Packaging innovation in cantiere e premiazione del concorso Pakacing Innovation: digital,design, safety, recicling. Concorso creativo inserito nella Milano Design Week 2019 e destinato agli studenti delle scuole secondarie, superiori, delle università e scuole di design, progettisti e designer under 35, per progettare e studiare sistemi di packaging innovativi in edilizia che siano rispettosi dell’ambiente, delle persone e integrino elementi di design, safety, digitalizzazione e recicling.

I lavori valutati da una giuria specializzata saranno esposti alla mostra Museo della Sicurezza presso l’istituto”Carlo Bazzi”.

Mercoledì 10 aprile dalle 10

Alla sede di Assimpredil ANCE in via San Maurilio 21, convegno ideato e progettato da Assimpredil ANCE dal titolo In viaggio nei cantieri che cambiano: digitalizzazione, sostenibilità e sicurezza.

Giovedì 11 aprile 2019 dalle ​9 alle 13

Presso ITI “Carlo Bazzi, via Capuccio  2, convegno dal titolo Rischio e malattia professionale nella movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetuti in edilizia. L’evento, organizzato dalle organizzazioni sindacali Feneal Uil Milano – Lodi – Pavia, Filca Cisl Milano Metropoli e Fillea Cgil Milano in collaborazione con Asle-Rlst è rivolto ai rappresentati per la salute e sicurezza dei lavoratori (Rls e Rlst) e a tutte le figure che si occupano di prevenzione salute e sicurezza in cantiere: organismi di vigilanza, datori di lavoro, medico competente, Rspp, coordinatori alla sicurezza, preposti.

Sabato 13 aprile 2019 dalle 9 alle 13

Esem-Cpt, via I. Newton 3, evento Built our safety. Piccoli in cantiere. Quest’anno dedicato al genio di Leonardo Da Vinci.  Momento ludico-educativo rivolto ai bambini dei lavoratori del settore delle costruzioni, nato dalla collaborazione tra  ESEM-CPT, ITI Carlo Bazzi e ATS Città Metropolitana. ​L’evento è collegato alle numerose iniziative promosse dal Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita (CCP) del Comune di Milano.

La sicurezza in cantiere all’epoca dell’industria 4.0 si progetta in fase preliminare

Asle apre ufficialmente le celebrazioni del ventennale con la partecipazione al convegno Sicurezza nei cantieri all’epoca dell’industria 4.0 che si è tenuto ieri presso l’Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi in via Cappuccio, 2 a Milano nell’ambito del progetto Built our safety promosso da Esem-Cpt e Istituto Bazzi. Organizzato da Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL di Milano “il convegno – ha detto Katiuscia Calabretta di Fillea Cgil a nome delle tre organizzazioni – vuole essere un momento di riflessione su come cambia l’approccio alla sicurezza dei lavoratori nel processo di innovazione tecnologica Industria 4.0 che inevitabilmente coinvolge il settore edile”. Un approfondimento affidato agli addetti ai lavori per capire cosa si può fare in un contesto di cambiamento per invertire la tendenza degli infortuni sul lavoro del settore, che in Lombardia nelle ultime settimane ha fatto registrare ben tre incidenti mortali.
L’introduzione del Building Information Modeling (Bim) sarà obbligatorio a partire dal 2019 per le opere superiori ai 100 milioni di Euro, lo stabilisce il codice degli appalti, D.Lgs 80/2016 all’art. 23.  Successivamente partirà una serie di scadenze progressive, e il sistema entrerà a pieno regime nel 2022, quando cioè il Bim diventerà obbligatorio per tutte le opere con l’eccezione dei lavori semplici come ad esempio i palazzi residenziali senza particolari problematiche di sicurezza che potranno essere effettuati con i metodi tradizionali.
Il nuovo modello consentirà di migliorare la sicurezza perchè prevede che la progettazione della sicurezza – e sua successiva gestione – sia integrata alla progettazione dell’opera in fase preliminare.

Da parte degli Rlst di Asle sarà dunque possibile dare un contributo alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, a condizione di essere consultati dalle imprese in fase preliminare di progettazione e non all’ultimo momento, ovvero in fase di esecuzione del cantiere, come avviene oggi.

Solo un sistema di organizzazione strutturato dei dati, combinato alla metodologia Bim – ha spiegato Giuseppe Bonelli coordinatore di Asle-Rlst nella conclusione della sua relazione introduttiva al convegno – può garantire benefici tali da migliorare la qualità del processo e della sicurezza“.

Leggi il documento relazione introduttiva

Sicurezza nei cantieri e applicazione del Bim all’epoca dell’industria 4.0 con uno sguardo sulle tecnologie abilitanti

Giovedì 19 aprile 2018, dalle 9.45 alle 13.15 si terrà all’Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi in via Cappuccio, 2 a Milano il convegno dal titolo “Sicurezza nei cantieri all’epoca di industria 4.0”.
E’ il tema scelto dalle organizzazioni sindacali che partecipano così al progetto Built our safety  promosso da Esem-Cpt e dall’Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi, con il patrocinio di ANCE Milano, Lodi, Monza Brianza, delle organizzazioni sindacali del settore Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL.
Relatori: Arch. Giuseppe Bonelli coordinatore di Asle-Rlst, Arch. Edoardo Accettulli, Graziano Lento, Ing. Vittorio Mottola.
La partecipazione al convegno è aperta a tutti e vale ai fini dell’aggiornamento al ruolo di coordinatore (CSP-CSE), per l’assolvimento dell’obbligo previsto dall’art. 98 e dall’allegato XIV D.Lgs 81/2008. Valido anche per aggiornamento ASPP/RSPP, lavoratore, preposto dirigente. Quota di partecipazione € 24,40 iva inclusa.

Per iscrizioni e ulteriori informazioni clicca qui.

 

 

Appalti pubblici a Milano, più tutela per salute e sicurezza dei lavoratori. Firmato il protocollo d’intesa tra Comune e confederazioni sindacali

Milano, 19 febbraio 2018 – Firmato il protocollo d’intesa per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti di lavori, servizi e forniture a contrasto delle gare al massimo ribasso.
Milano sempre più attenta alla salvaguardia del lavoro e dei lavoratori negli appalti pubblici gestiti dal Comune. A sottoscrivere l’intesa, presso la Sala Donzelli di Palazzo Giureconsulti, rappresentanti dell’Amministrazione comunale e delle Confederazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL di Milano.

Il protocollo nasce dalla volontà condivisa dalle parti di individuare linee guida che pongano come prioritari gli obiettivi della responsabilità sociale, del rispetto della contrattazione, del lavoro regolare e sicuro e della concorrenza leale, ma soprattutto ribadisce e rafforza, nelle commesse di lavori e in quelle di servizi ad alta intensità di lavoro, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa quale sistema di valore nello scegliere i soggetti che si aggiudicheranno le gare.

Criterio questo che consente di valutare come premiante la qualità complessiva dell’offerta presentata rispetto al massimo ribasso economico così da garantire la più alta qualità e sicurezza nei lavori affidati e nei servizi erogati, attraverso un più ampia tutela del lavoro e dei singoli.
Nello specifico il Comune di Milano, in qualità di soggetto appaltante, si impegna a individuare nel criterio dell’offerta economica più vantaggiosa l’elemento discriminante nella scelta dei suoi fornitori e nell’affidamento delle gare. Tra i criteri di valutazione quindi verrà attribuita alla sola offerta economica un valore massimo del 30% nella definizione del punteggio complessivo, oltre a proseguire nella ormai consolidata prassi di individuare una soglia minima di punteggio inerente gli aspetti tecnici e qualitativi al di sotto della quale l’offerta non viene considerata accettabile.
L’Amministrazione attraverso questo protocollo impegna ogni appaltatore a garantire un confronto costante con le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative oltre a prevedere ove possibile nelle gare una premialità per quelle realtà che garantiranno le condizioni economiche di miglior favore per i lavoratori tra i contratti del comparto merceologico di riferimento.

Fonte: Comune di Milano

 

 

Cantieri edili: gli artigiani e i lavoratori autonomi che operano con appalti scorporati sono i più esposti al rischio

Quando la committenza privata ricorre ad appalti scorporati con artigiani e lavoratori autonomi che non hanno dipendenti, per il committente non è previsto l’obbligo della redazione del Piano di sicurezza e coordinamento (Psc).

Ciò implica un rischio elevato per i lavoratori, perché significa affidarsi a una gestione della produzione in totale assenza di un coordinamento operativo della sicurezza.

Inoltre, anche nel caso di cantieri in cui vi siano un’impresa esecutrice e lavoratori artigiani e autonomi che operano con appalti scorporati, non configurandosi la fattispecie di più imprese esecutrici come previsto all’art. 90, commi 3 e 4 del D.Lgs 81/08, il committente non è obbligato a far redigere il Psc e a nominare il coordinatore per la sicurezza. Infine, se l’entità del lavoro non supera i 200 uomini/giorno non vi è nemmeno l’obbligo di notifica preliminare da parte del committente, anche in presenza di un’impresa nel cantiere.


Per le imprese. Nessuna formazione aggiuntiva per i preposti a patto che si rispetti la norma prevista dal D.Lgs 81/08

Confermata la validità e l’importanza della formazione per la figura del preposto.

L’aggiornamento di giugno 2016 del decreto legislativo n. 81/08 recepisce l’interpello n.16/2015 del 29/12/2015 avanzato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) alla Commissione per gli Interpelli del Ministero del Lavoro su Requisiti di formazione del preposto alla sorveglianza dei ponteggi.

Il quesito riguarda la corretta interpretazione della figura del preposto alla sorveglianza dei ponteggi ai sensi dell’art. 136 del Testo Unico (d.lgs n. 81/08) e in particolare ai compiti ad esso assegnati e ai requisiti di formazione, anche in confronto a quelli ricadenti sul preposto indicati dall’art. 2 comma 1, lettera e).

La risposta della Commissione, sottolineando come l’individuazione della figura del preposto non sia obbligatoria bensì una scelta del datore di lavoro da effettuarsi in base all’organizzazione e alla complessità della sua azienda, mette in evidenza come esistano casi particolari fra cui il montaggio e lo smontaggio delle opere previsionali, i lavori di demolizione, montaggio e smontaggio ponteggi in cui il legislatore richiede specificatamente che i lavori siano effettuati sotto la diretta sorveglianza di un soggetto preposto e gerarchicamente sovraordinato ai lavori che effettuano tale attività, che può anche essere lo stesso datore di lavoro a patto che abbia seguito gli appositi corsi di formazione. In particolare nel testo redatto dalla Commissione si legge “ il preposto addetto al controllo nelle fasi di montaggio e smontaggio dei ponteggi deve parteciare, oltre ai corsi di formazione o aggiornamento disciplinati dall’Allegato XXI del d.lgs n.81/08, anche al corso di formazione previsto dall’art. 37,  co. 7, del d.lgs n.81/08. Si pone in evidenza, inoltre, che il d.lgs n. 81/08 prevede la presenza di un preposto anche nell’ambito di altre attività ritenute pericolose quali quella relativa alla costruzione, sistemazione, trasformazione o smantellamento di una paratoia o di un cassone nei cantieri temporanei o mobili per le quali è ugualmente richiesta la diretta sorveglianza di un preposto così come per i lavori di demolizione negli stessi cantieri edili che devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto e condotti in maniera da non pregiudicare la stabilità delle strutture portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti. Per tali figure non è prevista dal decreto alcuna formazione specifica aggiuntiva rispetto a quella di cui all’articolo 31, comma 7 del d.lgs n. 81/08, nell’ambito della quale dovranno pertanto essere trattati i rischi e le misure concernenti tali attività”.

Per ulteriori approfondimenti si veda D.lgs n. 81/08 aggiornamenti giugno 2016 – Interpello n. 16 /2015 del 29.12.2015

http://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/testo-unico-sulla-salute-e-sicurezza-sul-lavoro.aspx/


Il Ministero aggiorna il D.lgs 81/08. Novità per i Rls e Rlst nella verifica della documentazione di cantiere. Per le imprese nella redazione del Pos per la mera fornitura di calcestruzzo

I Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori Rlst di Asle quando nelle visite di cantiere visionano la documentazione dovranno verificare che tra gli allegati al Documento di valutazione dei rischi (Dvr) e al Piano operativo di sicurezza (Pos), relativamente alla protezione da agenti chimici ai fini della corretta informazione e formazione per i lavoratori, non manchi la scheda dei dati di sicurezza messa a disposizione dal fornitore del prodotto.

Si tratta della modifica all’art. 227 del D.Lgs 81/08 introdotta dall’edizione di giugno 2016 del documento.

Dal 10 giugno 2016, infatti, il testo di legge aggiornato è consultabile in modalità ipertestuale sul sito del Ministero del lavoro all’indirizzo www.lavoro.gov.it, sezione Temi e Priorità – Salute e Sicurezza.

Per il settore edile, tra le altre novità si segnala l’inserimento della lettera circolare Prot. 2597 del 10/02/2016 sulla redazione del Pos per la mera fornitura di calcestruzzo. Tema trattato su www.lelmettogiallo.it il 24.03.2016 nel post dal titolo Scambio di informazioni e cooperazione tra impresa appaltatrice e fornitori aiutano la prevenzione per la sicurezza dei lavoratori in cantiere.

Il nuovo aggiornamento del Testo unico recepisce in particolare il Decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 39 in vigore dal 29/03/2016 che oltre alla novità dell’art. 227 per i Rls e Rlst di Asle riguarda anche la modifica di altre parti della normativa. Si segnalano gli artt. 20, 28, 36, 37, 50, 222, 223,227, 228, 229, 234 comma 1, 235, 236 comma 4, e gli allegati XV. XXIV, XXV sezione 3.2, XXVI sezioni 1 e 5 e XLII.

Gli infortuni con scale portatili accadono per uso scorretto. Qui la guida per utilizzare l’attrezzatura in sicurezza

Le scale portatili sono attrezzature largamente diffuse e usate in ambiente di lavoro e in ambiente di vita. Vengono impiegate da milioni di persone e comportano rischi elevati di incidenti. Gli infortuni avvengono principalmente per cadute da scale da altezze superiori a un metro. Studi recenti hanno dimostrato che l’80% degli incidenti è dovuto all’uso non corretto delle attrezzature mentre il rimanente 20% è imputabile a difetti delle scale.

Circa un terzo degli incidenti avviene sui luoghi di lavoro dove per l’uso diffuso delle scale portatili nei cantieri, il comparto dell’edilizia la fa da padrone. Negli infortunati la maggior parte delle lesioni riportate interessa gli arti inferiori e superiori, dove la frattura e la contusione sono quelle di maggiore frequenza. Tuttavia anche da altezze relativamente basse si ottengono lesioni di consistente gravita.

Gli incidenti riguardano principalmente la stabilita nell’uso dell’attrezzatura e la resistenza strutturale della scala rispetto al comportamento dell’utilizzatore e alle ripetute sollecitazioni.

Le scale portatili presenti sul mercato sono molteplici e riconducibili principalmente a due tipologie:

· scale in appoggio

· scale doppie

Le correlazioni tra le cause e gli incidenti evidenziano soprattutto problemi di slittamento laterale in sommità e slittamento alla base per le scale in appoggio e instabilità al ribaltamento per le scale doppie.

I materiali di cui sono costituite principalmente le scale portatili sono le leghe di alluminio, l’acciaio e il legno, con altezze, tra quelle di uso più comune, che vanno dai 2 ai 5 mt. circa per le scale doppie in posizione chiusa, 5 mt. circa per le scale in appoggio e 8  mt. circa per le scale trasformabili, a sfilo sino a 15 mt.

Tutte le scale devono rispondere alle norme UNI EN 131/D.Lgs 81/08.

Le scale in appoggio

Le criticità che si manifestano nell’utilizzo delle scale in appoggio sono quattro:

· instabilità per slittamento alla base

· instabilità per slittamento laterale in sommità

· instabilità per rotazione intorno a un montante

· instabilità per rovesciamento all’indietro

Le buone prassi raccomandano che per conferire alla scala una maggiore stabilità rispetto allo slittamento alla base è indispensabile avere un angolo di inclinazione della scala più alto possibile senza superare 75° (65°-75°) per non incorrere nell’instabilità alla rotazione all’indietro intorno alla base dei due montanti. Essendo inoltre la stabilità funzione del peso della scala, del peso della persona, dei coefficienti d’attrito agli appoggi, va da sé che creando vincoli alla base e in sommità, e limitando il carico sui gradini escludendo gli ultimi tre, circa 75 cm. dal punto più alto per scale di 4-5 metri, si realizzeranno le condizioni ideali per un uso in sicurezza della scala. Non trascurabili sono anche le azioni, per slittamento laterale in sommità e per rotazione intorno ad un montante, che si manifestano spesso quando il lavoratore, pur avendo il baricentro entro la base d’appoggio della scala, tira a sé o spinge qualche oggetto come ad esempio funi o cavi oppure usa un trapano o una sega con movimento laterale, o quando l’utilizzatore pone il suo baricentro fuori dalla base d’appoggio della scala determinando con gli stessi movimenti una rotazione intorno ad un montante. E’ utile ricordare che la scala in appoggio è idonea come sistema di accesso ad altro luogo sempre che sporga almeno 1 mt. oltre il livello di accesso. Esistono in commercio diversi accessori che, se non in dotazione alle scale più comuni, limitano le instabilità sopra accennate. Tra questi i più utilizzati sono i tamponi in pvc da innestare sui montanti in appoggio e le barre stabilizzatrici orizzontali che riducono al minimo lo spostamento laterale.

Le scale doppie

Le criticità che si manifestano nell’utilizzo delle scale doppie si possono ricondurre in linea di massima all’instabilità per ribaltamento laterale. Un uso corretto delle scale doppie impone che le scale

· non siano più lunghe di 5 mt.

· non siano utilizzate per accedere a piani di lavoro

· non vengano utilizzate da più persone

· la sosta sui due gradini o pioli più alti non sia eseguita senza piattaforma e guarda-corpo

Con stabilità di una scala doppia al ribaltamento laterale s’intende la capacità della scala a opporsi alle azioni che ne determinano il ribaltamento attorno a un’asse passante alla base di due montanti laterali, uno relativo al tronco di salita e l’altro relativo al tronco di supporto, considerato come asse di rotazione. Per migliorare la stabilità delle scale doppie possono venir utilizzate le barre stabilizzatrici da innestare alla base dei montanti con piedini antiscivolo.

Durabilità

La durabilità di una scala portatile può essere definita come la capacità di questa a conservare i previsti requisiti di resistenza, stabilità, funzionalità e sicurezza, durante tutta la vita operativa attesa, senza richiedere manutenzione straordinaria e ripristino.

Una scala portatile è composta da diversi elementi collegati fra di loro. Tali collegamenti oltre ai requisiti di resistenza e funzionalità devono mantenere durante l’uso i giochi previsti in fase di progetto o comunque essi devono essere tali da rimanere entro tolleranze funzionali atte a garantire la stabilità della scala in condizioni di sicurezza.

Ad esempio, l’ovalizzazione dei fori delle cerniere di collegamento dei montanti di una scala doppia crea un disallineamento dei tronchi di salita e di supporto, con conseguente appoggio della scala sul piano su tre montanti anziché su quattro. In tale condizione, durante la salita dell’operatore e durante l’uso, la scala può presentare sia dei movimenti longitudinali e laterali, e sia di oscillazione, tali da minare la stabilità della stessa. Per quanto concerne le scale in appoggio, con particolare riferimento a quelle a più tronchi, una maggiore flessione sotto carico potrà derivare dalla deformazione delle interfacce di giunzione fra i vari tronchi, soprattutto se la scala è stata realizzata con i montanti aventi profili a “C”.

Chiedere il Rlst di Asle è facile, ecco come fare

Operativi sul territorio di Milano, Lodi, Monza e Brianza e relative province, i Rlst di Asle sono a disposizione per tutte quelle imprese dove non è stato eletto o designato il Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori aziendale (Rls).

Per ottenere l’assistenza di un Rlst di Asle bisogna collegarsi al sito www.asle-rlst.it, cliccare su “Modulistica” e fare il download dei degli appositi moduli di richiesta:

lettera di incarico Rlst di Asle
• lettera di incarico apertura cantiere
Occorre compilare entrambi i moduli con le informazioni richieste, riempiendo tutti i campi.

La lettera d’incarico Rlst di Asle è la richiesta da parte dell’azienda del servizio Rlst di Asle.

Va compilata su carta intestata dell’impresa scrivente e indirizzata tramite raccomandata alla sede dell’Associazione per la Sicurezza dei Lavoratori dell’Edilizia di Milano, Lodi, Monza e Brianza, via Newton, 3 – 20148 Milano.

Per questa comunicazione si possono utilizzare anche l’indirizzo di posta elettronica certificata

info@pec.asle.it e l’indirizzo e-mail info@asle.it, oppure il fax al numero 02.48707068.

È importante che sulla lettera d’incarico Rlst di Asle siano ben visibili le firme di tutti i lavoratori, i quali saranno così informati del fatto che il loro Rappresentante per la sicurezza dei lavoratori sarà un Rlst di Asle, ovvero un Rls territoriale messo a disposizione dall’Associazione per la Sicurezza dei Lavoratori dell’Edilizia di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

La lettera d’incarico Rlst di Asle va conservata con la risposta su carta intestata che gli uffici Asle-Rlst inviano all’azienda, per documentare l’avvenuto inserimento nel data base di Asle-Rlst del nominativo aziendale. In questo modo

quando non si conosce ancora il nominativo del Rlst competente per territorio per un determinato cantiere, sul Pos, nell’apposito spazio dedicato al rappresentante per la sicurezza dei lavoratori, l’impresa potrà scrivere semplicemente “Asle-Rlst” ed, eventualmente, esibirà la lettera di incarico Rlst di Asle con la risposta ricevuta dagli uffici dell’Associazione per la Sicurezza dei Lavoratori dell’Edilizia di Milano, Lodi, Monza e Brianza all’atto dell’iscrizione.

La lettera di incarico apertura cantiere è la comunicazione a Asle-Rlst dell’apertura di un cantiere da parte dell’impresa. Va compilata per ogni nuovo cantiere e trasmessa alla sede dell’Associazione al numero 02.48707068 oppure all’indirizzo e-mail info@asle.it. Fare la comunicazione di apertura cantiere è importante perché solo così si attiva la procedura operativa per far sì che il Rlst competente per territorio contatti l’impresa. Fissando l’appuntamento, nel giorno prestabilito il Rlst di Asle potrà, così, verificare la situazione sicurezza del cantiere stesso e visionare la documentazione relativa.

Attenzione, anche questa lettera va compilata su carta intestata dell’impresa richiedente e deve contenere l’indicazione precisa dell’indirizzo del nuovo cantiere e il nominativo con numero telefonico di un referente o di un responsabile dell’impresa per il cantiere in oggetto.

La comunicazione di apertura cantiere va fatta per ogni nuovo cantiere e trasmessa alla sede Asle-Rlst dieci giorni prima dell’apertura del cantiere, come previsto dall’art. 100 comma 4, del D.Lgs 81/08.

In questo modo il contatto da parte del Rlst di Asle per la definizione dell’appuntamento di prima visita sarà tempestivo e sicuro.

Rischio da esposizione ai campi elettromagnetici in ambiente di lavoro, in arrivo un nuovo campo di applicazione per i Rlst di Asle

Entro il 1° luglio 2016 l’Italia dovrà recepire la Direttiva europea 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici (Direttiva EMF) che abroga la Direttiva 2004/40/CE. Dal Governo italiano un passo avanti è stato fatto il 2 maggio 2016 quando il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva 2013/35/UE.

Il testo prevede modifiche al D.Lgs n. 81/2008 nella parte relativa al CAPO IV, del Titolo VIII, sulla “Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici”. La Direttiva EMF limita anzitutto le esposizioni massime fissando i valori limite di esposizione (VLE) per gli effetti sensoriali e gli effetti sanitari, specificando che i VLE relativi agli effetti sanitari devono sempre essere rispettati. Si sottolinea poi l’importanza della valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro, specificando che per valutare i rischi derivanti dai campi elettromagnetici è necessario “comprendere la natura dei campi presenti”.

Per chi si occupa di salute e sicurezza dei lavoratori come i rappresentanti per la salute e la sicurezza dei lavoratori Rlst di Asle per gli edili, e più in generale per tutti coloro che nel luogo di lavoro svolgono la mansione di Rls si segnala che la Direttiva si occupa anche di formazione informazione dei lavoratori (art. 6), di consultazione e partecipazione dei lavoratori in materia di sicurezza (art. 7) e di sorveglianza sanitaria (art. 8).

La Commissione Europea ha nel frattempo editato una “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici”, per aiutare i datori di lavoro a ottemperare gli obblighi previsti dalla Direttiva EMF e che a breve saranno recepiti anche dalla legislazione italiana.

Per approfondire visiona la documentazione.

direttiva-201335ue

commissione-europea_guida_campi_elettromagnetici

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