Silice libera cristallina. Più a rischio gli addetti all’assistenza terra nelle demolizioni

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Silice libera cristallina. Più a rischio gli addetti all’assistenza terra nelle demolizioni

2 Novembre, 2018
Luisa Rota

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Il rischio di esposizione a silice libera cristallina in edilizia è presente e non è trascurabile. I valori di esposizione a silice libera cristallina nelle fasi di lavoro per demolizioni, scavo gallerie, ristrutturazioni interne possono essere elevati.

Le imprese impegnate in queste lavorazioni devono valutare il rischio da esposizione a silice libera cristallina per i propri lavoratori ma la valutazione di tale rischio continua ad essere trascurata nel comparto edilizia.
Da parte del datore di lavoro vanno poi adottate le necessarie misure preventive per ridurre al massimo l’esposizione a polveri. Nelle demolizioni: bagnatura continua con nebulizzazioni, i mezzi meccanici devono essere condizionati e dotati di adeguati filtri in modo che possano essere utilizzati con i finestrini chiusi. Nei lavori di ristrutturazione interna, dove non è possibile la bagnatura, dovranno essere previsti di dispositivi di protezione individuale adeguati come le mascherine filtranti.
E’ quanto emerge da Esposizione a silice nei cantieri edili di Milano, interessante indagine presentata da Norberto Canciani, Segretario dell’associazione Ambiente Lavoro lunedì 29 ottobre 2018 al convegno del Ventennale di Asle.
L’indagine è stata condotta nel biennio 2006-2008 dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – ASL di Milano e dal Laboratorio di Sanità Pubblica -ASL di Milano in collaborazione con il Network Italiano Silice.  Anche se datato il lavoro contiene elementi di grande interesse per chi vuole fare prevenzione nei cantieri edili relativamente alle lavorazioni e mansioni che espongono i lavoratori al rischio da polvere di silice libera cristallina.
I valori rilevati sono stati raffrontati ai limiti di riferimento Association Advancing Occupational and Environmental Health (ACGIH) che nel 2006 come oggi fissa il valore limite di esposizione alla frazione respirabile di silice libera cristallina a 0,025 mg/m3.

L’indagine presentata da Canciani mette in evidenza come nell’attività di demolizione i lavoratori più a rischio sono gli addetti all’assistenza terra per i quali si rileva un’esposizione elevata a silice libera cristallina sempre superiore al valore limite di 0,025 mg/m3, variando da 0,03 a 0,148. Solo in due campionamenti su dieci effettuati, il valore appare inferiore: 0,021 e 0,012.

Per gli addetti alle macchine operatrici il rischio è più contenuto. In 28 campionamenti personali per addetti a macchine operatrici, infatti, si è rilevata un’esposizione a concentrazioni di silice libera cristallina nell’aria inferiore al limite 0,025 mg/m3, mentre in 15 campionamenti l’esposizione è stata misurata nell’intervallo di valori tra 0,027 e 0,146 mg/m3, per una media calcolata pari a 0,057 mg/m3, considerata discreta esposizione.
Notevole l’esposizione anche per i lavori di scavo galleria dove le fasi più a rischio sono quelle di fresatura (0,061 mg/m3) e per l’uso di Spriz Beton più terra in cui si arriva a punte di esposizione che toccano 0,146 mg/m3 di concentrazione di polvere da silice libera cristallina.
Per le attività di ristrutturazione interna le varie fasi di lavoro osservate fanno registrare una concentrazione mg/m3 di silice libera cristallina come segue: da 0,063 a 0,142 per la demolizione e rimozione macerie, da 0,061 a 0,120 per la sola lavorazione di rimozione macerie.
 

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