DPI E PREVENZIONE ALL’ESPOSIZIONE UV, UN PICCOLO VADEMECUM SU COME COMPORTARSI

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DPI E PREVENZIONE ALL’ESPOSIZIONE UV, UN PICCOLO VADEMECUM SU COME COMPORTARSI

26 Luglio, 2012
Luisa Rota
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L’utilizzo dei DPI e il comportamento del lavoratore possono influire significativamente sulla dose di UV assorbita. Le protezioni individuali come gli indumenti coprenti, i cappelli, gli occhiali da sole e i filtri per la protezione contro le radiazioni solari* sono necessarie per ridurre l’esposizione, in particolare in nei casi in cui non sia possibile lavorare in zone d’ombra, sotto ripari o schermi.
Un indumento protettivo è il cappello a tesa larga e circolare (almeno 8 cm) con protezione anche sulle orecchie, naso e collo. I cappelli da legionario sono ottimali, mentre i berretti da baseball con visiera non forniscono la protezione per le orecchie e per il collo che essendo aree particolarmente fotoesposte dovranno comunque essere protette dalle radiazioni UV, ad esempio con l’applicazione di creme solari.
Studi medici hanno dimostrato che gli agricoltori australiani che indossano il cappello a tesa larga riportano sulla fronte una dose 6 volte minore di assorbimento dei raggi UV, sul naso 3 volte minore, sulle guance 2 volte miniore.
Le creme solari hanno dimostrato la loro validità nel ridurre l’incidenza sia di alterazioni neoplastiche epiteliali della cute che di fotoinvecchiamento. Però bisogna fare attenzione ai possibili effetti fotoallergenici e fototossici associati all’ esposizione simultanea a sostanze chimiche ( es. antiparassitari) o vegetali (es. bergamotto, ombrellifere).
E’ dunque necessario che la scelta della crema solare sia effettuata con il coinvolgimento del medico competente.
COSA FARE
Si consiglia di creare, quanto più è possibile, zone d’ombra dove poter lavorare all’aperto. In caso di impossibilità a lavorare all’ombra è opportuno l’utilizzo di DPI specifici per proteggersi dalle radiazioni e utilizzare buone pratiche di comportamento che favoriscono la riduzione all’esposizione, come ad esempio, lavorare nelle ore in cui i raggi solari sono meno violenti, evitando di sporsi a torso nudo.

PICCOLO VADEMECUM
1) I raggi solari sono molto più intensi tra le 12 e le 16. Prova a ridurre il più possibile la tua attività in queste ore. Se puoi sosta all’ombra durante i pasti e gli intervalli di riposo.
2) Anche quando il cielo è nuvoloso vi è esposizione alla radiazione solare UV. Le nuvole, infatti, non sono in grado di bloccare il passaggio dei raggi ultravioletti. Vento e nuvole, riducendo la sensazione del calore del sole sulla pelle possono indurre a pensare che non vi sia il rischio di scottature, in realtà questo non è vero, pertanto proteggiti adeguatamente anche in queste situazioni.
3) Quando lavori al sole, anche se fa caldo non toglierti i vestiti (mai esporsi a dorso nudo), usa invece indumenti traspiranti e comodi che non ostacolino i movimenti.
4) Vai alla ricerca dell’ombra tutte le volte che è possibile. Ombrelloni, tende, gronde e alberi forniscono ombra. Lavorare nelle zone ombrose ti aiuta a ridurre i danni provocati dal sole e nella tua azienda dovrebbero essere create idonee zone d’ombra.
5) Prevedi una rotazione dei compiti tra attività all’aperto e al chiuso e attività al sole e all’ombra.
6) Proteggi il corpo, la pelle e gli occhi: usa abiti di colore scuro che proteggono di più dal sole, usa pantaloni lunghi e maglietta con le maniche. Fa in modo che cappelli a tesa larga e occhiali da sole diventino parte della tua divisa.

ALCUNI DATI
Dei 733 lavoratori intervistati dallo studio ISPO (Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica di Firenze) sulla casistica del Registro Tumori Toscano relativa ai tumori della pelle non melanoma risulta quanto segue:
• il 19% del campione utilizza creme protettive durante le ore di lavoro mentre il 26% usa le creme durante le attività ricreative.
• Sui controlli dermatologici, il 74% dice di non aver mai fatto visite dermatologiche, il 15% ha fatto una sola visita, solo il 2,7% effettua visite periodicamente.
• Per quanto riguarda l’abbigliamento usato durante il periodo estivo risulta che il 73,3% usa una maglia corta, solo il 17,6% una maglia lunga. Il 28% è a dorso nudo e il 29,6% in canottiera.
• Il cappello è usato nel 64,5% dei casi e gli occhiali solo nel 40%.

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