Monthly Archives: novembre 2018

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Da Inail, premio nazionale “Marco Fabio Sartori” giunto alla sesta edizione. C’è tempo sino al 9 gennaio 2019

Via alla sesta edizione del premio nazionale “Marco Fabio Sartori”. Indetto da Inail il concorso è per la realizzazione di un cortometraggio o di una campagna di comunicazione sul tema “La promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro” e si situa nell’ambito della Campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri”. C’è tempo sino al 9 gennaio 2019. Le candidature infatti, da presentarsi esclusivamente in modalità telematica, saranno accettate sino alle ore 15 di mercoledì 9 gennaio 2019.

Il concorso ha lo scopo di sensibilizzare i partecipanti sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sull’importanza della prevenzione come valore di riferimento per le imprese per i lavoratori. Possono partecipare coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni di età entro il 9 gennaio 2019. I vincitori della precedenti edizioni possono partecipare con progetti diversi da quelli già presentati.

Ai primi tre classificati di ciascuna sezione sarà assegnato un premio:  € 5.000 al primo classificato, € 3000 al secondo classificato, € 1000 al terzo classificato.

La premiazione avverrà in occasione di un evento conclusivo dedicato ai temi della salute e sicurezza che si svolgerà a Milano nel 2019.

Per saperne di più e consultare il bando di concorso clicca qui

Agenti chimici pericolosi, l’opuscolo Inail pensato per lavoratori e rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori

Si intitola Agenti chimici pericolosi il nuovo opuscolo Inail, a carattere divulgativo e generale, indirizzato ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Rls e Rlst.
La pubblicazione si propone di illustrare i pericoli e i rischi derivanti dall’utilizzo di agenti chimici alla luce delle recenti normative europee e nazionali (Regolamento europeo 1907/2006 – Reach) anche in tema di classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele chimiche (Regolamento europeo 1272/2008 – CLP).
Una guida che illustra i rischi, le fonti di provenienza e gli ambienti potenzialmente esposti, la valutazione e la prevenzione dei rischi. Molto interessante la seconda parte con la spiegazione dei due regolamenti europei e un approfondimento ben fatto sulle schede dati di sicurezza (Sds).

Fonte: Inail

14 novembre 2018. Premio cinematografico Ambienti di lavoro sani e sicuri. Vince un film tedesco

Suggestivo film tedesco si aggiudica l’edizione 2018 del premio cinematografico Ambienti di lavoro sani e sicuri.
Il premio, che viene assegnato al miglior film sulla tematica del lavoro, quest’anno è stato vinto da  Marina , della regista tedesca Julia Roesler. Giudicato miglior film su un tema legato al lavoro.
Marina analizza lo sfruttamento delle donne che si trasferiscono dai paesi dell’Europa dell’Est in Occidente per cercare lavoro nel settore dell’assistenza.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) patrocina il premio cinematografico Ambienti di lavoro sani e sicuri, ospitato dal DOK Leipzig, il festival internazionale di Lipsia dedicato a documentari e film d’animazione. Nel film vincitore si racconta la storia di Marina, una badante rumena sola in Germania, che rispecchia la vita delle molte donne intervistate dalla regista, che si sono trasferite dai loro paesi d’origine nell’Europa dell’Est per cercare lavoro nel settore dell’assistenza in Occidente. Con questo film la regista offre un punto di vista suggestivo sullo sfruttamento dei lavoratori migranti e sulle sfide quotidiane che si trovano ad affrontare. Il vincitore di quest’anno è stato annunciato alla 61ª edizione del festival internazionale di Lipsia dedicato a documentari e film d’animazione (DOK Leipzig) .
Sempre nell’ambito del premio cinematografico Ambiente di lavoro sani e sicuri, Aperti al pubblico dell’italiana Silvia Bellotti ha ricevuto una menzione speciale.

Per saperne di più sul premio cinematografico Ambienti di lavoro sani e sicuri
Leggi il comunicato stampa
Fonte: Eu-Osha

Roma 5 dicembre 2018. Convegno Aifos. Obiettivo sicurezza: la collaborazione tra Rls, Rspp e Medico competente

I risultati della ricerca dell’Associazione AiFOS del 2018 sulla collaborazione tra Rls, Rspp  e Medici competenti, principali soggetti coinvolti nella sicurezza aziendale, pubblicati nel Rapporto AiFOS 2018 su “Quaderni della sicurezza” n. 4 del 2018, saranno analizzati in un convegno a Roma che si terrà il 5 dicembre 2018. Il convegno è gratuito ad iscrizione obbligatoria.
È evidente che nel contesto dinamico ed estremamente variegato del mondo del lavoro attuale sia sempre più importante che i vari attori della salute e sicurezza sul lavoro collaborino attivamente ed efficacemente all’obiettivo di ridurre infortuni e malattie professionali. Tuttavia benché il modello prevenzionale collaborativo sia presente nella normativa nazionale, con riferimento ad esempio al D.Lgs. 81/2008, molte esperienze e ricerche hanno mostrato in questi anni come nei luoghi di lavoro spesso non ci sia una sufficiente collaborazione tra operatori come gli RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione), gli RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e i medici competenti.

Qual è la relazione nelle aziende tra RSPP, RLS e medico competente?  E quali sono le difficoltà più riscontrate?

Proprio per rispondere a queste domande e rendere più efficace la collaborazione tra gli operatori, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro(AiFOS) ha condotto una ricerca nel 2018 attraverso tre diversi questionari in cui i vari operatori hanno potuto indicare, tra le altre cose, in quali attività vengono consultati in merito all’organizzazione della formazione e alla valutazione dei rischi, quali sono le modalità di svolgimento della riunione periodica e come sono le relazioni professionali con gli altri attori.
Nell’indagine realizzata dall’Associazione AiFOS, che si è soffermata in particolare sulle risposte di Rls e Rspp, emerge una forte distanza dei giudizi di Rls e di Rspp che, se da un lato possono essere connesse alla tipologia dei diversi compiti da svolgere, riguardano spesso anche temi di carattere generale o trasversale.
Probabilmente in molte risposte ogni operatore si sente chiamato a “difendere” il proprio ruolo e non può sfuggire che se un RSPP è designato o nominato dal datore di lavoro e a questi risponde, un Rls ha come principale riferimento i propri compagni di lavoro.
E forse è proprio in queste differenze di contesto che è racchiusa la insufficiente collaborazione tra le parti.

Fonte AiFOS. Per informazioni e iscrizioni clicca qui

 

 

Silice libera cristallina. Più a rischio gli addetti all’assistenza terra nelle demolizioni

Il rischio di esposizione a silice libera cristallina in edilizia è presente e non è trascurabile. I valori di esposizione a silice libera cristallina nelle fasi di lavoro per demolizioni, scavo gallerie, ristrutturazioni interne possono essere elevati.

Le imprese impegnate in queste lavorazioni devono valutare il rischio da esposizione a silice libera cristallina per i propri lavoratori ma la valutazione di tale rischio continua ad essere trascurata nel comparto edilizia.
Da parte del datore di lavoro vanno poi adottate le necessarie misure preventive per ridurre al massimo l’esposizione a polveri. Nelle demolizioni: bagnatura continua con nebulizzazioni, i mezzi meccanici devono essere condizionati e dotati di adeguati filtri in modo che possano essere utilizzati con i finestrini chiusi. Nei lavori di ristrutturazione interna, dove non è possibile la bagnatura, dovranno essere previsti di dispositivi di protezione individuale adeguati come le mascherine filtranti.
E’ quanto emerge da Esposizione a silice nei cantieri edili di Milano, interessante indagine presentata da Norberto Canciani, Segretario dell’associazione Ambiente Lavoro lunedì 29 ottobre 2018 al convegno del Ventennale di Asle.
L’indagine è stata condotta nel biennio 2006-2008 dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – ASL di Milano e dal Laboratorio di Sanità Pubblica -ASL di Milano in collaborazione con il Network Italiano Silice.  Anche se datato il lavoro contiene elementi di grande interesse per chi vuole fare prevenzione nei cantieri edili relativamente alle lavorazioni e mansioni che espongono i lavoratori al rischio da polvere di silice libera cristallina.
I valori rilevati sono stati raffrontati ai limiti di riferimento Association Advancing Occupational and Environmental Health (ACGIH) che nel 2006 come oggi fissa il valore limite di esposizione alla frazione respirabile di silice libera cristallina a 0,025 mg/m3.

L’indagine presentata da Canciani mette in evidenza come nell’attività di demolizione i lavoratori più a rischio sono gli addetti all’assistenza terra per i quali si rileva un’esposizione elevata a silice libera cristallina sempre superiore al valore limite di 0,025 mg/m3, variando da 0,03 a 0,148. Solo in due campionamenti su dieci effettuati, il valore appare inferiore: 0,021 e 0,012.

Per gli addetti alle macchine operatrici il rischio è più contenuto. In 28 campionamenti personali per addetti a macchine operatrici, infatti, si è rilevata un’esposizione a concentrazioni di silice libera cristallina nell’aria inferiore al limite 0,025 mg/m3, mentre in 15 campionamenti l’esposizione è stata misurata nell’intervallo di valori tra 0,027 e 0,146 mg/m3, per una media calcolata pari a 0,057 mg/m3, considerata discreta esposizione.
Notevole l’esposizione anche per i lavori di scavo galleria dove le fasi più a rischio sono quelle di fresatura (0,061 mg/m3) e per l’uso di Spriz Beton più terra in cui si arriva a punte di esposizione che toccano 0,146 mg/m3 di concentrazione di polvere da silice libera cristallina.
Per le attività di ristrutturazione interna le varie fasi di lavoro osservate fanno registrare una concentrazione mg/m3 di silice libera cristallina come segue: da 0,063 a 0,142 per la demolizione e rimozione macerie, da 0,061 a 0,120 per la sola lavorazione di rimozione macerie.
 

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