Monthly Archives: settembre 2018

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Rischio chimico: modalità di prevenzione e tutela del lavoratore. Seminario a Milano il 9 ottobre 2018 presso il centro convegni Fast

Campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-2019”. Un seminario a Milano per conoscere il rischio chimico da vicino e sapere cosa fare per  mitigarlo. Lo organizza la Federazione delle Associazioni Tecniche di Milano (Fast) in qualità di partner di Enterprise Europe Network, in collaborazione con Società Chimica italiana, Associazione Ambiente lavoro, Innovhub-Stazioni Sperimentali e CNA Lombardia con il patrocinio di Inail Direzione regionale Lombardia.

L’appuntamento è fissato per martedì 9 ottobre 2018 alle ore 14 presso il centro congressi Fast, P.le Morandi, 2 a Milano.

Leggi il programma e conosci i relatori degli interventi.
Attraverso la voce delle istituzioni coinvolte e delle imprese di settore l’iniziativa intende mettere in evidenza il rischio che alcune sostanze chimiche comportano per il lavoratore, l’ambiente e il consumatore finale e le opportune strategie di prevenzione. Per minimizzare il rischio si possono adottare differenti soluzioni, da una parte è opportuno introdurre sostanze o processi meno pericolosi, dall’altra è bene utilizzare misure protettive che permettono di ridurre i contatti tra le sostanze e l’ambiente e in ogni caso limitare le probabilità di esposizione per i lavoratori coinvolti nel processo produttivo.

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2° Rapporto Anmil. Nel primo semestre 2018 tasso di irregolarità all’ 82%. Testo unico: oltre il 50% delle contestazioni è per i cantieri temporanei e mobili

Roma, 10 ottobre 2018. Anmil presenta il 2° Rapporto sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Un documento di sintesi realizzato dall’Associazione nazionale tra lavoratori, mutilati e invalidi del Lavoro (Anmil) sulla base dei dati Inail e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per l’anno 2017 con un accenno anche al primo semestre del 2018. In occasione del decennale di entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza D.Lgs. 81/08 il Rapporto Anmil analizza soprattutto lo stato di attuazione del Testo Unico ma anche gli interventi del legislatore, la giurisprudenza e la prassi amministrativa, l’andamento del numero degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali oltreché la campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-2019” con la raccolta della normativa europea e nazionale.
Il Rapporto è consultabile gratuitamente sul sito Anmil, messo a disposizione in open access a addetti ai lavori, tecnici, imprese, datori di lavoro, lavoratori e studenti con l’intento dichiarato di contribuire all’innalzamento del livello di conoscenza e consapevolezza pratica della materia prevenzionistica.
La necessità di trovare soluzioni all’inadempienza delle aziende in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro – si legge nel comunicato stampa – sono dimostrate sia dai dati Inail che da quelli riguardanti la vigilanza tecnica dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro del primo semestre 2018, dai quali emerge che, tra il 1° gennaio al 30 giugno, l’82% delle violazioni è avvenuto in materia di sicurezza sul lavoro. Nell’ambito dell’attività ispettiva mirata alla prevenzione e al contrasto dell’illegalità nei rapporti di lavoro, proprio questi controlli hanno consentito di individuare complessivamente 77.222 lavoratori irregolari, di cui ben 20.398 lavoratori in nero.
Inoltre per il 2017 emerge che l’attività di vigilanza  ha interessato n. 22.611 aziende, e sono state contestate n. 36.263 violazioni prevenzionistiche, di cui 28.364 penali e 7.899 amministrative. Delle 28.364 violazioni di carattere penale, 9.899 sono da ritenersi gravi, in quanto ostative al rilascio del Durc.
Con riferimento al D.Lgs. n. 81/2008, si precisa che il 55% delle violazioni contestate riguarda il mancato rispetto degli obblighi contenuti nel Titolo IV relativi ai cantieri temporanei o mobili.

Per saperne di più leggi qui

Fonte: Anmil

 

 

Premi per le buone pratiche 2018-2019. L’Agenzia europea accetta le candidature, per partecipare c’è tempo fino al 19 gennaio 2019. Chiama subito Inail focal point Italia

Dedicato alle imprese che hanno apportato miglioramenti reali e sostenibili alla salute e alla sicurezza sul lavoro (SSL) nella gestione di sostanze pericolose.
Se sei un datore di lavoro che ha adottato nuove misure efficaci partecipa subito. Non esitare a contattare Inail Focal Point Italia all’indirizzo e-mail f.grosso@inail.it, dove troverai le informazioni giuste per partecipare con successo al concorso.
In Italia le candidature si accettano sino al 19 gennaio 2019.
Il concorso fa parte campagna Eu-Osha  “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” 2018-2019 e intende assegnare un riconoscimento alle organizzazioni che offrono un contributo eccezionale e innovativo in materia di sicurezza e salute sul lavoro nel contesto di sostanze pericolose.
Tutte le candidature vengono prima valutate a livello nazionale dalla rete di punti focali dell’Eu-Osha. Successivamente i vincitori nazionali partecipano al concorso paneuropeo, in seguito al quale sono selezionati i vincitori assoluti.

Per saperne di più clicca qui

Defibrillatore in azienda per la prevenzione alla salute. Ma come fare? Ecco le istruzioni per chi decide di adottarlo

Defibrillatore in azienda, si ottengono 40 punti per la riduzione del premio Inail.

Al punto C8 del Modello OT 24 2019 tra le opzioni per l’ottenimento della riduzione del premio Inail si legge: “l‘azienda per la quale non è obbligatoria per legge l’adozione di un defibrillatore che ha effettuato la specifica formazione per lavoratori addetti all’utilizzo del defibrillatore in proprio possesso, ovvero (corso BLSD –  Basic Life Support early Defibrillation BLSD)”.
L’Inail riferisce che in Italia ogni anno si registrano circa 60.000 decessi per morte cardiaca improvvisa. Esisitono anche dei fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare eventuali malattie cardiovascolari, quali monossido di carbonio, piombo, inalazione di gas tossici, condizioni lavorative stressanti, esposizione al caldo o al freddo estremi, sforzi fisici eccessivi, elettrocuzione ecc…
Inoltre è stato calcolato che il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. Per questi motivi, dunque, anche se l’attuale normativa relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs 81/2008) non prevede la dotazione obbligatoria da parte delle aziende dei DAE, ciò è fortemente consigliato anche perché la Legge 3 aprile 2001 n. 120 ha consentito l’uso dei defibrillatori semi automatici in ambiente extra ospedaliero.

COSA E’ IL DAE
Il defibrillatore semiautomatico esterno è una macchina di piccole dimensioni che, tramite due placche adesive sul torace della persona colta da malore, è in grado di rilevare le alterazioni dell’attività elettrica del cuore. Dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, il DAE è in grado di riconoscere la fibrillazione ventricolare, che è un’aritmia maligna del cuore e se non trattata porta alla morte del paziente, ed eroga una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. Ogni minuto che passa dall’inizio dell’arresto cardiaco riduce di circa il 10% le probabilità di successo della scarica elettrica, e dopo dieci minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco i danni subiti a livello celebrale potrebbero diventare irreversibili.

LA FORMAZIONE DEL PERSONALE E’ OBBLIGATORIA
Se si decide di predisporre un DAE in ambiente di lavoro è opportuno provvedere all’adeguata formazione del personale in ottemperanza all’Accordo n. 127/CSR del 30 luglio 2015 Indirizzi per il riconoscimento dei soggetti abilitati all’erogazione di corsi di formazione finalizzati al rilascio dell’autorizzazione all’impiego del Defibrillatore Automatico Esterno DAE” ai sensi del Decreto 18 marzo 2011 (Decreto sui criteri e modalità di diffusione dei DAE).

IN LOMBARDIA I CORSI SONO EROGATI DALL’AZIENDA REGIONALE EMERGENZA URGENZA (AREU)
L’art. 2 della L. 120/2001 stabilisce che “Le regioni e le province autonome disciplinano il rilascio da parte delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere dell’autorizzazione all’utilizzo extra ospedaliero dei defibrillatori da parte del personale di cui al comma 1, nell’ambito del sistema di emergenza 118 competente per territorio“.
La Regione Lombardia ha recepito la normativa nazionale (Delibera della Giunta Regione Lombardia n. IX/4717 del 23 gennaio 2013) precisando che il corso specifico duri 5 ore; prevede inoltre che AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) sia l’unico soggetto delegato a rilasciare l’abilitazione alla defibrillazione semi atuomatica per personale non medico operante all’esterno di strutture sanitarie autorizzate. AREU potrà erogare i corsi direttamente, o delegare i soggetti terzi all’esecuzione dei corsi BLSD per laici secondo precisi criteri. Al termine degli eventi formativi, i soggetti delegati devono inviare ad AREU l’elenco dei partecipanti  (secondo uno specifico schema regionale) che hanno superato con esito positivo i corsi BLSD per laici e le relative certificazioni ai fini del perfezionamento delle medesime da parte di AREU, unico soggetto a ciò preposto. La lista completa ed aggiornata dei centri accreditati AREU è disponibile su:
www.areu.lombardia.it/web/home/centri-di-formazione-blsd-riconosciuti

COME LO SI UTILIZZA
Lo strumento è semplice da utilizzare in quanto è la macchina stessa che, attraverso una voce elettronica, guida passo per passo l’operatore. Il DAE stabilisce se è necessario erogare la scarica elettrica e suggerisce con messaggi vocali le successive modalità di intervento sulla vittima.
Occorre ricordare che la defibrillazione, da sola, potrebbe non essere sufficiente a ripristinare il battito cardiaco. E’ importante, dunque, che sia associata anche a un corretto massaggio cardiaco.
In particolare la presenza dei DAE è consigliato nei seguenti casi:
– nelle aree dove sono presenti apparecchi elettrici
– nei luoghi di lavoro all’aperto
– in zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi come cantieri di costruzioni, impianti di perforazione, piattaforme marine

CHE COSA FARE PER ESSERE IN REGOLA
L’azienda che decide di predisporre un DAE è tenuta rispettare i seguenti adempimenti:

  • Comunicazione all’AAT competente (Articolazione territoriale dell’Azienda Regionale di Emergenza e Urgenza) l’adozione del DAE, con specificità del modello, localizzazione esatta ed elenco delle persone autorizzate all’utilizzo.
  • Regolare manutenzione: i DAE devono essere sottoposti alle verifiche, ai controlli e alle manutenzioni periodiche secondo le scadenze previste dal manuale d’uso. Devono essere mantenuti in condizioni operative sempre: la batteria deve possedere carica sufficiente a garantirne il funzionamento e le placche adesive devono essere sostituite alla scadenza. Infine deve essere indentificato un referente incaricato di verificarne regolarmente l’operatività.
  • Adeguata formazione del personale non sanitario abilitato all’uso del DAE con l’obiettivo di far utilizzare in sicurezza il defibrillatore semi automatico e assicurare un corretto intervento sulle persone vittime di un arresto cardiocircolatorio.
  • Richiesta di soccorso sanitario tramite chiamata al NUE112 (numero unico emergenze) in caso di utilizzo: in questo modo, al verificarsi di un arresto cardiaco, gli operatori della centrale operativa, possono supportare gli astanti durante le manovre di rianimazione e conoscendo la localizzazione esatta dei DAE possono guidare l’addetto al primo soccorso a trovare il DAE e a utilizzarlo correttamente.
  • Segnaletica e posizionamento adeguato: il DAE deve essere collocato in luoghi accessibili e deve essere facilmente riconoscibile. Il cartello indicatore della posizione del DAE deve essere ben visibile e posizionato anche all’ingresso. Tutti i soggetti, che a qualsiasi titolo sono presenti negli impianti, dovrebbero essere informati della presenza del DAE e del relativo posizionamento.

Per saperne di più consulta il Vademecum Defibrillatore Automatico Esterno DAE in azienda

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