Nuova linea guida ECHA sui valori limite di esposizione professionale

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Nuova linea guida ECHA sui valori limite di esposizione professionale

Agosto 29, 2019
Luisa Rota

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È disponibile l’appendice alla “Guida alle prescrizioni in materia di informazione e alla valutazione della sicurezza chimica” relativa alla valutazione dei limiti di esposizione per la salute umana e dei limiti di esposizione professionale. L’appendice ha lo scopo di armonizzare le metodologie previste dal Regolamento REACH con quelle stabilite dalla legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

È disponibile sul sito dell’Agenzia una sezione in cui sono riportati gli aggiornamenti sulle attività promosse delle parti interessate in materia di sostanze chimiche.  Ad esempio è stato recentemente pubblicato il contributo dell’Associazione europea Eurometaux che descrive le azioni intraprese dall’industria per migliorare la valutazione dei rischi connessi all’esposizione ai metalli.

L ’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha appena pubblicato una linea guida per la preparazione di un rapporto scientifico sui valori limite di esposizione professionale per gli agenti chimici (OEL). Lo scorso 21 gennaio è stato infatti formalizzato un accordo tra la Commissione e ECHA che ha assegnato all’Agenzia, a partire dal 2020, la messa a punto degli OEL.

Con comunicato del 7 agosto 2019, l’ECHA ha reso disponibile on lineuna nuova linea guida appena pubblicata, inerente la messa a punto di valori limite europei per l’esposizione ad agenti chimici nei luoghi di lavoro.La linea guida costituisce una nuova appendice del capitolo R8 della Linea guida maggiore “Guidance on information requirements and chemical safety assessment”, elaborata per supportare le imprese negli adempimenti REACh.La linea guida è suddivisa in due parti:— la prima parte affronta i risultati della Task Force congiunta che ha esaminato l’allineamento delle metodologie per caratterizzare l’esposizione a sostanze chimiche sul luogo di lavoro, per via sia inalatoria che cutanea, ed in particolare per agenti cancerogeni con o senza soglia di azione;— la seconda parte delinea come preparare un rapporto scientifico per identificare tali limiti di esposizione in conformità con i rapporti della Task Force congiunta.La messa a punto degli OEL (Occupational Exposure Limits) era infatti un’attività storicamente svolta dallo Scientific Committee on Occupational Exposure Limits (SCOEL), un comitato di esperti istituito dalla Commissione nel 1995; ma compiti analoghi erano svolti dal Risk Assessment Committee (RAC) istituito all’interno dell’ECHA in seguito all’implementazione del regolamento REACh, che si occupa della valutazione dei rischi delle sostanze chimiche e di individuazione delle idonee misure di prevenzione e protezione.La necessità di razionalizzare il percorso di valutazione dei potenziali rischi dei prodotti chimici e di migliorare l’interfaccia tra la legislazione REACH e quella sulla protezione della salute occupazionale (come definito nel secondo riesame del regolamento REACh – documento COM(2018)116 final) ha condotto la Commissione a scegliere l’ECHA come ente scientifico di riferimento.Il lavoro di coordinamento tra gli orientamenti SCOEL e quelli del RAC è iniziato già nel 2017 attraverso la messa a punto di alcuni documenti metodologici (disponibili a questi link: joint scoel opinion e jft opinion task 2), ma il passaggio di competenze è stato formalizzato nel gennaio di quest’anno con un accordo tra la Commissione e l’Agenzia che prevede che ECHA debba individuare ogni anno 4 o 5 OEL da proporre alla Commissione per l’avvio del processo decisionale, che comprende l’acquisizione del parere degli stakeholders dalle consultazioni pubbliche obbligate che verranno di volta in volta aperte sul sito dell’ECHA per una durata di 60 giorni.L’intero processo di definizione di un nuovo OEL, per come è strutturato attualmente, può implicare una durata da 12 a 24 mesi; per sostanze con effetti cancerogeni o mutageni (direttiva 37/2004 e s.m.i.) la decisione finale viene presa in accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo sulla base di una proposta presentata dalla Commissione, mentre per agenti chimici non provvisti di effetti cancerogeni/mutageni il limite di esposizione professionale è indicativo e la decisione viene presa direttamente dalla Commissione.

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